E’ stato firmato ieri dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università
e della Ricerca Francesco Profumo il decreto di nomina dei membri del Comitato
nazionale dei garanti per la ricerca (CNGR), l’organismo deputato a coordinare
tutte le procedure di valutazione e selezione dei progetti di ricerca
presentati dalla comunità scientifica, in risposta a specifici bandi relativi a
programmi di finanziamento dello stesso MIUR e del Ministero della Salute (tra
i quali il tradizionale PRIN, e il FIRB).
Per gli assidui lettori del nostro blog non c’è bisogno di aggiungere dettagli sulla natura del CNGR,
e sulle circostanze relative alla sua ideazione, che riportano alla l. 240/2010
(legge “Gelmini”), e in particolare a due emendamenti di origine parlamentare
per riordinare tutto il settore del “finanziamento a progetto” in base ai
principi e alla pratica della peer-review.
E il 28 febbraio era stato pubblicato il bando per la presentazione delle candidature, a cura dell’apposito Comitato di Selezione, con una scadenza dei
termini fissata al 20 marzo. In un tempo ragionevolmente breve sono stati individuati 15 nomi, fra gli oltre 200 in lizza, e fra questi è stato infine il
Ministro a scegliere i 7 da nominare.
In realtà non è stato dato di sapere molto sulle varie
decisioni che hanno costellato la procedura, al di là del bando pubblicato sul
sito del Ministero. E’ da quel documento che abbiamo potuto avere notizia
della composizione del Comitato di Selezione, formato da personalità di alta
qualificazione segnalate dalle varie Autorità definite dalla legge; i 5 membri
erano i Proff. Elio Franzini, designato dal Presidente dell’ANVUR, Ian Leslie,
designato dal Presidente dell’European
Science Foundation, Luigi Notarangelo, designato dal Vice Presidente del
Comitato di esperti per la politica della ricerca (CEPR), Anna Tramontano,
designata dal Presidente dell’European
Research Council, e Alessandro
Schiesaro, designato dal Ministro stesso (nominato coordinatore del Comitato).
In realtà risultano firmati due decreti ministeriali relativi all’istituzione
del Comitato, il D.M. dell’8/11/2011, n. 10259 (evidentemente firmato dal
precedente Ministro, Mariastella Gelmini), e il D.M. 26/1/2012, n. 1464, nessuno
dei quali consultabili pubblicamente.
Ma ancora più dei ritardi e delle incertezze sulla procedura
di nomina del CNGR, suscita interrogativi e inquietudini il buco nero relativo
all’altro “elemento costitutivo” della prevista riorganizzazione del sistema di
peer-review, e cioè il D.P.C.M. “Attuazione del principio della valutazione
tra pari per la selezione dei progetti di ricerca ai sensi dell’articolo 20,
comma 1, della legge 30 dicembre 2010, n.240.”, che si è perso nei corridoi
dei Palazzi dopo che un testo era stato adottato all’incirca a metà dello
scorso anno, e circolato più o meno formalmente tra gli addetti i lavori. Ne
avevamo anche commentato i passi salienti su questo blog. Abbiamo finalmente avuto notizie precise a seguito di una
interrogazione al Ministro presentata dal Sen. Ignazio Marino (che ne era stato
il “papà parlamentare”), e che ha avuto molto da dolersi in questi ultimi mesi
nel constatare che le cose non stanno andando, in questa materia, per il verso
giusto. Dalle parole di Marino risulta infatti che il Ministro ha in effetti bloccato il DPCM, e intenderebbe invece presentare un proprio disegno di legge
di riorganizzazione del settore - fatto che ovviamente non è stato accolto
bene dal Senatore.
Del resto già in occasione della definizione del bando per
il nuovo PRIN e per il FIRB-giovani (“Futuro in ricerca”), il Ministro Profumo
aveva manifestato l’idea, e già messo in atto, di deviare dagli orientamenti
definiti nella 240/2010, disegnando “de facto” un diverso sistema di
valutazione per la selezione dei progetti, che non ha mancato di suscitare polemiche e ampie discussioni. Un motivo addotto dal Ministro per rivedere l’impianto
previsto sarebbe quello di provvedere a congegnare i programmi di finanziamento
italiani quali “palestre di allenamento” per i programmi Europei, nei quali l’Italia
risulta un perdente netto dal punto di vista dei flussi di denaro complessivi.
Su questo tema abbiamo avuto occasione, in un’altra sede (per “i Mille”), di fare qualche approfondimento e qualche riflessione. Comunque sia, attendiamo non senza qualche
scetticismo l’annunciato passo del Ministro e torniamo al CNGR.
Secondo la fonte di stampa che ha riportato la notizia (il “Corriere della Sera”), i 7 nominati nel Comitato sono: Angelos Chaniotis, greco, e
storico dell’antichità di grande fama, che insegna a Princeton, Anna Maria Colao,
endocrinologa, dell’Univ. di Napoli, Daniela Cocchi, statistica, dell’Univ. di
Bologna, Alberto Sangiovanni Vincentelli, professore di Ingegneria
elettrotecnica a Berkeley, Francesco Sette, fisico, direttore generale dell’European Synchrotron Radiation Facility di
Grenoble, Vincenzo Barone, chimico, della Scuola Normale Superiore di Pisa, Claudio
Franchini, ordinario di diritto amministrativo all’Univ. di Tor Vergata.






